L’anatocismo ha assunto negli anni, soprattutto nell’ambito bancario rilevandosi uno dei principali oggetti di contenzioso tra gli Istituti di credito e i loro clienti. Ma il consumatore medio sa cos’è l’anatocismo? Saprebbe verificare se sul suo conto corrente, mutuo, finanziamento è presente l’anatocismo? Sicuramente no! L’anatocismo consiste nell’applicazione di interessi su interessi che sono già scaduti ossia che sono maturati sulla somma capitale e che a seguito della capitalizzazione vengono presi come base di calcolo per nuovi interessi. Il concetto e la verifica da parte di un consumatore dell’applicazione da parte di un Istituto di credito dell’anoticismo è molto difficile, per questo motivo è opportuno che lo stesso sia affiancato da un professionista per tale verifica. Al fine della tutela dei risparmiatori, il nostro Ordinamento all’art. 1283 c.c. pone dei limiti alla capitalizzazione degli interessi. Si prevede che in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possano produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di una convenzione successiva alla loro scadenza. E’ poi necessario che si tratti di interessi che siano dovuti per sei mesi. Bisogna non confondere, l’anatocismo con l’usura; infatti, mentre il primo è un illecito civile, privo di conseguenze penali e ammesso a certe condizioni, il secondo invece è a tutti gli effetti un illecito penale sanzionato in maniera pesante dal nostro ordinamento giuridico. Ma il calcolo dell’anatocismo se nella pratica può risultare decisamente complesso, nella teoria invece è abbastanza chiaro. Infatti occorre valutare se gli interessi richiesti sono calcolati solo sulla somma dovuta maggiorata degli interessi scaduti. In quest’ultimo caso la base di calcolo della percentuale che va a costituire il tasso di interesse cresce progressivamente in maniera indebita e si ha quindi anatocismo. Per capire meglio in senso pratico il calcolo dell’anatocismo ipotizziamo che una banca presti a un cliente 10.000 € e a tale operazione sia applicata un tasso di interesse del 10%. L’importo annuale degli interessi deve essere di 1000 € e in presenza di una capitalizzazione trimestrale, va addebitato per 250 € ogni tre mesi. Vi è invece anatocismo quando vengono addebitati importi superiori ai 250 € ogni tre mesi. Qual è la strada che il consumatore può intraprendere per avere un risarcimento danni? Oltre alla normale strada del contenzioso civile, il correntista ha a disposizione lo strumento della mediazione . Un’altra strada possibile può essere quella dell’Arbitrato Bancario Finanziario. Le strade possono essere molteplici per tutelare i vostri diritti, non esitate a usufruire della PRE-ANALISI gratuita dell’avv. Giulio Fragasso.

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